Federico Martinotti è il vero e solo inventore del metodo di spumantizzazione in grandi contenitori, del metodo Martinotti appunto, conosciuto però da sempre come metodo Charmat, dal nome del francese che sviluppò l’idea originaria, gli studi e le applicazioni sperimentali del metodo, e che trovò condizioni migliori per la commercializzazione e diffusione del metodo. Anche il Mète Brut Rosè e il Màrsia Brut Rosè Hic et Nunc nascono da una fermentazione a bassa temperatura secondo il citato metodo.
Ma chi era Federico Martinotti?

 

Martinotti, l’uomo

 
Federico Martinotti, piemontese verace e di vecchio stampo nato a Villanova Monferrato il 3 giugno del 1860, contribuì moltissimo al progresso dell’enologia italiana e svolse numerosissime sperimentazioni nei più diversi rami; venne anche nominato nel 1900 Direttore della Reale Stazione di Enologia di Asti.
Nel 1895 a Torino, Martinotti inventò e brevettò il metodo di spumantizzazione in grandi contenitori, chiamato anche metodo italiano, ma le sue idee e verifiche spaziavano in tutta l’enologia e la viticoltura: lo studio di nuovi chiarificanti, di un pastorizzatore, di nuovi metodi di filtraggio, di apparecchi per la distillazione del vino e delle vinacce, di pigiatrici, della migliore utilizzazione dei residui della vinificazione o dei vitigni americani più sicuri per certi areali o regioni.

Federico Martinotti fu uno dei più grandi conoscitori della complessa e variegata produzione enologica italiana, ma dimostrò anche di possedere un naturale intuito raffinato negli anni di esperienza nei suoi poderi, dalla cascina Bricco in Rocca delle Donne frazione di Castel San Pietro Monferrato, dove aveva collocato i migliori vitigni francesi come il Cabernet, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot bianco, il Pinot grigio ed il Pinot nero, alla cantina della Stazione Enologica, fino ai più importanti stabilimenti del Piemonte.
Naturalmente fu anche un importante divulgatore e giornalista: collaborò con “Il Coltivatore” e fu amico di Ottavio ed Edoardo Ottavi, figli del fondatore della rivista, l’agronomo e divulgatore scientifico Giuseppe Antonio Ottavi.

Dal 1900 fino alla sua morte nel 1924 – Martinotti morì il 2 luglio di quell’anno – fu anche responsabile in Piemonte della lotta contro i frodatori e i sofisticatori del vino, ed ebbe scontri e battaglie durissimi a favore della legge Ferraris proposta nel dicembre del 1911, che voleva controlli annuali sui vinelli e l’eliminazione delle vinacce dopo il 31 dicembre di ogni anno.

 
Vigneti in Monferrato - Piemonte
 
 

Il metodo Martinotti

 
Il metodo consiste in una seconda fermentazione del vino in grandi contenitori pressurizzati, le autoclavi, ecco perché parliamo anche di rifermentazione controllata.
Vediamo tutti i dettagli.
I vini bianchi fermi che hanno subito il normale processo di produzione, vengono rifermentati in autoclavi di acciaio a temperatura e pressione controllate con l’aggiunta di lieviti e zuccheri.
In questa fase, che dura dai 30 giorni ai 6 mesi, i lieviti convertono gli zuccheri in anidride carbonica ed etanolo formando le caratteristiche bollicine.
Ecco che, dopo aver filtrato il vino, avviene il dosaggio con una miscela di vino e zucchero, per procedere poi con l’imbottigliamento. La spumantizzazione si completa in bottiglia e lo spumante è già pronto per essere consumato.

 
Raccolta dell'uva in Monferrato, Piemonte
 
 

I vini del metodo Martinotti

 
Il processo, rapido e semplice, dà vita a vini leggeri, freschi e fruttati, dal perlage abbastanza evanescente (pensiamo al Prosecco).
Ad ogni modo, oltre a differenziarsi per il metodo di spumantizzazione, gli spumanti si possono classificare anche in base al residuo zuccherino rimasto dopo la presa di spuma.
In base al quantitativo di zuccheri contenuti in ogni spumante, la legge classifica così i vini spumanti:

  • Pas dosé o dosaggio zero o nature: contenuto di zuccheri inferiore a 1 grammo/litro.
    Si tratta di vini ai quali non vengono aggiunti zuccheri in fase di dosaggio;
  • Brut nature: contenuto di zuccheri inferiore a 3 gr/l;
  • Extra brut: contenuto di zuccheri inferiore a 6 gr/l;
  • Brut: contenuto di zuccheri inferiore a 15 gr/l;
  • Extra dry: contenuto di zuccheri compreso tra 12 e 20 gr/l;
  • Dry o Secco: contenuto di zuccheri compreso tra 18 e 35 gr/l;
  • Demi sec o Abboccato: contenuto di zuccheri compreso tra 33 e 50 gr/l;
  • Dolce o Doux: contenuto di zuccheri superiore a 50 gr/l.

 
Spumante piemontese metodo Martinotti
 
 

Il riconoscimento

 
Il 25 marzo del 2009 la dicitura “metodo Martinotti” è stata inserita all’interno del disciplinare dell’Asti DOCG nell’ambito delle menzioni di carattere facoltativo.
La proposta risaliva già 1985 quando, a Villanova Monferrato, durante un convegno organizzato dal Circolo Culturale Ottavi e dall’allora suo Presidente Paolo Desana, grandi personaggi della vitienologia nazionale si riunirono per ricordare Federico Martinotti “sommo enologo e pioniere della spumantistica italiana”, così è inciso sulla lapide affissa nel paese natale in occasione del 60° anniversario della morte.
In questa occasione Vittorio Vallarino Gancia affermò: “Desidero ricordare che gli spumanti prodotti in recipienti più grandi rappresentano la netta maggioranza della produzione italiana; sono ad un ottimo livello qualitativo ed anche il metodo di produzione, che è stato inventato alla fine del secolo scorso da un italiano, il Martinotti, si è dimostrato ottimo sotto tutti i punti di vista. Credo che si sia parlato troppo poco di questo metodo di produzione ed invito tutti a scrivere ed a divulgare questa scoperta, che è tutta italiana, malgrado sia invalso di riferirsi agli spumanti in grandi recipienti chiamandoli “spumanti metodo Charmat” dal nome del tecnico francese che ha contribuito allo sviluppo dell’idea originaria del nostro Martinotti.”

Pane al pane, vino al vino.