VINUM IN FABULA
Sabato 24 Ottobre 2026
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GLOSSARIO

Non occorre conoscere parole complicate per godersi un calice. Diamo però un nome alle sensazioni incontriamo durante una degustazione.

Esame visivo: osservare con metodo

L’esame visivo si svolge con il calice inclinato su uno sfondo bianco, in luce neutra. Descrive ciò che si vede: non misura da solo qualità, struttura o provenienza.

Colore

Si descrivono intensità e tonalità, con il calice inclinato su uno sfondo bianco. Nei bianchi può andare dal quasi trasparente al dorato; nei rossi dal rubino al granato. Il colore offre indizi sull’evoluzione, ma non basta per giudicare il vino.

Limpidezza

Si valuta visivamente in condizioni di luce costanti: il vino può apparire limpido, brillante oppure velato. Un deposito non è necessariamente un difetto: può comparire nei vini non filtrati o affinati a lungo.

Archetti

Sono le gocce che scendono sulle pareti del bicchiere dopo averlo fatto ruotare. Sono un effetto fisico legato alla tensione superficiale: si osservano, ma non sono un metodo affidabile per stimare alcol, corpo o qualità.

Perlage

È l’insieme delle bollicine di uno spumante. Nell’esame visivo si descrivono finezza, numerosità e persistenza dell’effervescenza nel bicchiere.

Esame olfattivo: riconoscere e descrivere

L’obiettivo non è indovinare ingredienti nascosti, ma descrivere pulizia, intensità, famiglia aromatica ed eventuale evoluzione attraverso somiglianze condivisibili.

Sentori

Sono i richiami olfattivi che il vino suggerisce: frutta, fiori, erbe, spezie, agrumi, pane, legno e molto altro. Non sono aromi aggiunti al vino.

In pratica: “Mi ricorda la ciliegia” è un ottimo modo per descrivere un sentore.

Aromatico

Si dice di un vino dai profumi particolarmente evidenti e intensi. Alcuni vitigni hanno per natura un carattere più aromatico di altri.

Profumi primari, secondari e terziari

È una classificazione utile per ordinare l’esame olfattivo: i primari sono legati alla varietà e alla maturazione dell’uva; i secondari alla fermentazione; i terziari all’affinamento e all’evoluzione, con note come spezie, tabacco o frutta secca.

Bouquet

È l’insieme complesso dei profumi di un vino, in particolare quando si è evoluto nel tempo. Si può pensare come al suo “profilo olfattivo”.

Esame gustativo e tattile

In bocca si valutano gusto, sensazioni tattili e consistenza; dopo la deglutizione si considera anche la persistenza delle sensazioni retronasali. Ecco le parole più utili per raccontarle.

Acidità / acidulo

L’acidità fa venire salivazione e dà slancio al vino, un po’ come accade con un limone o una mela croccante. “Acidulo” descrive un vino in cui questa freschezza è ben percepibile.

Da non confondere: l’acidità è una qualità del vino; l’aceto è un difetto.

Tannini

Sono sostanze presenti soprattutto nelle bucce e nei vinaccioli dell’uva, e talvolta nel legno. Danno una sensazione asciutta e leggermente ruvida su gengive e lingua.

In pratica: pensate alla sensazione del tè nero lasciato in infusione a lungo.

Astringente

Descrive proprio la sensazione tattile dei tannini: la bocca sembra asciugarsi e le gengive “tirare”. Non è un difetto se è equilibrata e adatta allo stile del vino.

Morbido

È un vino dalla sensazione rotonda e avvolgente, spesso grazie all’alcol, alla maturità del frutto o a un residuo zuccherino. È l’opposto di una sensazione spigolosa.

Secco

Non significa “asciutto” come l’astringenza. Un vino secco ha poco o nessuno zucchero residuo percepibile dopo la fermentazione: non è dolce al palato.

Amabile e dolce

Un vino amabile presenta una dolcezza lieve e piacevole; uno dolce ne ha di più. La dolcezza può bilanciare bene acidità, spezie o formaggi saporiti.

Corpo / struttura

Indica quanto il vino sembra leggero o pieno in bocca. Un vino snello ricorda la consistenza dell’acqua; uno strutturato ha più presenza e consistenza.

Sapido

È una sensazione gustativa che può ricordare una lieve impronta salina. È più preciso descrivere ciò che si percepisce — per esempio freschezza, tensione o lieve salinità — senza attribuirla automaticamente ai minerali del suolo.

Minerale

È un descrittore evocativo, non una categoria analitica: può richiamare al naso pietra focaia o gesso, oppure in bocca una sensazione di tensione e salinità. È preferibile indicare la sensazione concreta percepita, senza dedurre da essa la composizione del suolo.

Equilibrato

È un vino in cui acidità, tannini, alcol, morbidezza e sapidità stanno bene insieme: nessuna componente prende il sopravvento in modo sgradevole.

Persistenza

È la durata delle sensazioni gustative e retronasali dopo la deglutizione. In una valutazione professionale si può stimare in secondi, osservando quanto a lungo il finale rimane nitido e piacevole.

Finale / retrogusto

È l’insieme delle sensazioni che resta dopo il sorso. Può richiamare le note olfattive attraverso la via retronasale oppure rivelare sfumature nuove, per esempio speziate o tostate.

Dati tecnici: ciò che non si assaggia

Vitigno, annata e scelte di cantina non si identificano con certezza dal calice. Il metodo professionale è verificarli su etichetta, scheda tecnica, disciplinare o direttamente con il produttore.

Vitigno

È la varietà di uva da cui nasce il vino, come Barbera, Grignolino, Nebbiolo o Cortese. Può suggerire profili ricorrenti, ma non si riconosce con certezza da un solo assaggio.Come verificarlo: etichetta, controetichetta o scheda tecnica.

Terroir

È l’insieme di suolo, clima, esposizione, paesaggio e lavoro umano che contribuiscono all’identità di un vino. Non è una singola sensazione da “trovare” nel bicchiere.Come verificarlo: area di produzione, mappe dei vigneti, disciplinare e scheda del produttore.

Annata

È l’anno in cui sono state raccolte le uve. Il clima stagionale può influenzare l’espressione del vino, ma non permette di riconoscere con certezza l’annata al solo assaggio.Come verificarlo: indicazione dell’annata in etichetta o scheda tecnica.

Affinamento

È il periodo di riposo e maturazione del vino dopo la vinificazione, in acciaio, cemento, legno o bottiglia. Può incidere sul profilo sensoriale, ma il recipiente non si deduce con certezza dal calice.Come verificarlo: scheda tecnica della cantina.

Vinificazione

È l’insieme delle scelte con cui l’uva diventa vino: pigiatura, fermentazione, eventuale contatto con le bucce e maturazione.Come verificarlo: scheda tecnica, disciplinare o informazioni della cantina.

Fermentazione

È la trasformazione con cui i lieviti convertono gli zuccheri dell’uva in alcol e composti aromatici. È un processo produttivo, non una fase che si riconosce direttamente nel bicchiere.Come verificarlo: scheda tecnica o dialogo con il produttore.

Tre gesti per iniziare

01 — GUARDA

Osserva

Inclina il bicchiere su uno sfondo chiaro e nota colore, luminosità e, se ci sono, le bollicine.

02 — ANNUSA

Con calma

Prima senza muovere il calice, poi dopo una lieve rotazione. Cerca ricordi, non risposte perfette.

03 — ASSAGGIA

Ascolta il sorso

Lascia il vino qualche istante in bocca: è fresco? morbido? asciuga le gengive? cosa resta dopo?

La parola migliore è la vostra.

Il linguaggio del vino può essere preciso, ma una degustazione è prima di tutto un’esperienza personale. Curiosità e attenzione sono tutto ciò che serve per cominciare.


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