Il panorama enologico piemontese è ricco di tesori, e tra questi, il vino Cortese sta vivendo un meritato riscatto. Monolite di Cantina Hic et Nunc è la risposta eloquente a questa esigenza. Non si limita a essere un vino bianco; è la filosofia del Monferrato Casalese tradotta in calice.
Grazie a una vinificazione che include un breve, sapiente affinamento in legno, questa etichetta eleva il Cortese a livelli di struttura e longevità che lo rendono ideale per le preparazioni gastronomiche più esigenti. Questo articolo svela il suo carattere e la sua straordinaria affinità con la tavola, esplorando a fondo il Cortese vitigno e le sue potenzialità.
Il profilo nobile del vino cortese Monolite
Quando si parla di vino Cortese, l’associazione immediata è spesso con il Gavi DOCG. Tuttavia, il Monolite celebra l’identità unica del Cortese coltivato sulle marne bianche del Monferrato DOC Casalese. Questa specificità territoriale, unita alle scelte in cantina, crea un vino dalle note sorprendentemente complesse.
Il Monolite si distingue per tre caratteristiche chiave: struttura, sapidità e potenziale d’invecchiamento. A differenza di un Cortese secco e immediato, qui troviamo un corpo più denso, risultato di una pressatura soffice, un leggero contatto con le bucce e l’affinamento del 10% della massa in barrique usate. Queste tecniche non mascherano il frutto: al contrario, gli aggiungono una dimensione ulteriore, più profondità e una rotondità che ne valorizzano l’espressione. È questo approccio a collocare Cantina Hic et Nunc tra i migliori produttori Cortese, in particolare per bianchi capaci di evolvere e affinarsi a lungo nel tempo.

Abbinamenti culinari: come la struttura del vino cortese affronta la tavola
La sua vibrante acidità, bilanciata dal corpo e dalle leggere note di legno di Monolite, crea equilibrio, all’assaggio, tra la freschezza e la ricchezza, rendendolo un candidato ideale per piatti che altri bianchi non oserebbero affrontare.
Dialogo con il mare: armonia e contrasto a tavola
La sapidità del Monolite è un alleato naturale della cucina di mare, ma la sua complessità permette di spingersi oltre il semplice pesce alla griglia.
Per abbinamenti pesce strutturati, questo vino Cortese eccelle:
- Primi piatti: è l’abbinamento ideale per risotti e pasta. Si pensi a uno Spaghetto al nero di seppia con bottarga, che grazie alla sua mineralità tagliente pulisce il palato dalla ricchezza dell’inchiostro, mentre le sue note si legano alla sapidità estrema della bottarga.
- Secondi piatti: dà il meglio con preparazioni più ricche, come una grigliata mista di pesce, un baccalà al forno o un tonno scottato: acidità e sapidità puliscono il palato, mentre la lieve rotondità accompagna la consistenza del piatto. Per un abbinamento più ambizioso, è ottimo anche con una zuppa di pesce non troppo piccante, sostenendone la complessità e valorizzandone la spinta minerale.
Carni bianche e i tesori del territorio
Sfatiamo il mito che le carni debbano essere riservate ai rossi. La struttura e la freschezza del Monolite sono perfette per sgrassare la ricchezza di molte specialità piemontesi e di altre carni bianche:
- Piemonte classico: trova la sua massima espressione con il vitello tonnato (specie se preparato con la maionese artigianale) e con la lingua di vitello al bagnetto verde. L’acidità del vino taglia la tendenza dolce della carne e la ricchezza della salsa.
- Abbinamento con il tartufo bianco: per piatti dove l’uovo e la pasta si incontrano con la ricchezza del tartufo (come i Tajarin al tartufo), il vino Cortese del Monolite offre il giusto nerbo per pulire il palato e la complessità aromatica per esaltare i sentori del fungo ipogeo, un abbinamento autoctono e ineccepibile.
Equilibrio con i formaggi
Il Monolite si sposa con formaggi a pasta dura o semistagionata che richiedono una persistenza sapida. Accompagna magistralmente la toma piemontese a media stagionatura, il bra duro o una fontina non troppo aggressiva, esaltandone la loro parte lattica e bilanciandone la grassezza.
L’evoluzione del cortese: longevità e riscoperta
Il Monolite non è un vino pensato per essere consumato “solo” entro l’anno. Le sue uve, la vinificazione e la sua struttura lo rendono un candidato eccellente per affinamenti di 3-5 anni. Con il tempo, sviluppa note minerali più intense, sentori di idrocarburi (tipici dei grandi bianchi evoluti) e miele d’acacia. Questa evoluzione apre le porte a nuovi, entusiasmanti abbinamenti culinari con piatti ancora più complessi e speziati.
Il Monolite di Hic et Nunc è la prova tangibile che il vino Cortese è molto più di un’opzione estiva. È un bianco di profondità, eleganza e versatilità, perfetto come abbinamento alle ricette più complesse. La sua presenza diventa così un asset fondamentale per qualsiasi cantina che miri all’eccellenza, ed è il protagonista ideale per riconquistare la posizione che spetta al vino Cortese nel panorama enologico.



